Gwyneth Paltrow e la bufala della connessione tra tumore e reggiseno

La notorietà ha certamente i suoi pro, primi fra tutti fama e ricchezza, ma quando si diventa personaggi di spicco bisogna anche controllare sempre ogni cosa che si dice, ogni minima dichiarazione, perché si rischia di essere fraintesi, lo sa bene Gwyneth Paltrow che si è trovata al centro di una bufera mediatica in queste ultime settimane, dopo aver pubblicizzato e ripreso, una vecchia teoria scientificamente errata, ma vediamo di cosa si tratta.

L’attrice, che sul suo sito, Goop.com,  è solita scrivere i suoi consigli di salute e bellezza alle tante fan iscritte alla piattaforma web, è in queste ore sotto accusa per delle frasi prive di fondamento riguardo l’uso del reggiseno e la guarigione dall’influenza facendo una semplicissima sauna.

Gwyneth Paltrow sul suo blog, nello specifico, ha pubblicato una teoria (infondata) di un certo dottor Habib Sadeghi che parlerebbe della possibile correlazione tra cancro ed uso del reggiseno, in quanto l’uso di questo accessorio causerebbe problemi di drenaggio dei linfonodi, cosa che non avviene dato che tale drenaggio succede nella zona delle ascelle.

Un legame, quello fra l’indumento intimo e il tumore, sottolineato per la prima volta nel 1995 dalla coppia di medici antropologi Sydney Ross Singer e Soma Grismaijer nel libro “Dressed to Kill: The Link Between Breast Cancer and Bras”, dove si sosteneva che “il rischio di cancro al seno aumenterebbe in maniera significativa nelle donne che indossano il reggiseno per più di 12 ore al giorno”.

La teoria riportata sul sito della Paltrow è stata contestata anche dal noto oncologo italiano Paolo Veronesi, secondo cui le neoplasie al seno costituiscono “un gruppo eterogeneo di malattie, le cui cause sono, in molti casi, ancora oggi sconosciute. Non ci sono evidenze scientifiche chiare circa un possibile coinvolgimento dei reggiseni, quindi raccomando a tutte le donne di non prendere in considerazione allarmismi basati su vecchi studi, non confermati da successive ricerche”.

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