Human di Yann Arthus-Bertrand, il film del regista che fotografa l’umanità
Human di Yann Arthus-Bertrand, il film del regista che fotografa l’umanità

Da lunedì 29 febbraio approda nelle sale italiane Human, lo straordinario film di Yann Arthus-Bertrand, il regista fotografo che ama un solo soggetto: l’umanità.

Yann Arthus-Bertrand alla presentazione di “Human” ha detto di se stesso: “Sono un uomo fra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni ho fotografato il nostro pianeta e la diversità umana, e ho l’impressione che l’umanità non stia facendo alcun progresso. Non sempre riusciamo a vivere insieme… Perché?”.

Già, perché? Una domanda che non ha una facile risposta. Yann è da qualche tempo che si sforza di trovarne una.

E lo fa sorvolando e andando in giro per il nostro Pianeta a fotografare le facce, le abitudini, il sorriso, il dolore, la morte di questa umanità così diversa eppure così uguale.

Sono le immagini a narrare le tante storie che si vedono nel film-documentario.

C’è il ragazzo afro-americano che scopre il significato della parola “amore” solo quando finisce in galera. Poi conosciamo una donna ebrea che, in piena Shoah, è stata salvata e cresciuta dalla famiglia di un soldato tedesco.

E ancora un padre palestinese che impotente vede un soldato israeliano sparare alla figlia e, in contrapposizione, un papà israeliano perde la figlia in un attacco suicida di un palestinese.

Una donna mussulmana sopravvissuta per miracolo alle coltellate di suo marito e un soldato americano scopre il “piacere” di uccidere il “nemico”.

Insomma è il caso proprio di dire che nel film “Human”, Yann “fotografa” l’umanità così com’è, senza filtri e senza mediazioni.

Per Yann Arthus-Bertrand realizzare “Human” è stata una bella sfida. Alla domanda che cosa ha significato per lui il film, il regista risponde: “Questo è il film della mia vita, non è un film facile”.

“Sto cercando ogni giorno di diventare migliore – continua -. È molto facile riuscire ad avere successo al livello professionale ma molto più difficile raggiungere soddisfazione in termini personali”.

“Credo che il film parli anche di questo, la difficoltà che ognuno di noi ha, a relazionarsi nella propria vita, ad avere buoni rapporti affettivi con la famiglia e le persone che ci circondano, ad avere comunità con la nostra etica. Più vado avanti con gli anni più capisco come sia difficile raggiungere questi obiettivi. Ma la risposta è l’amore. “Love is the answer”.

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