Ignazio Marino, sarà la Procura ad indagare sulle sue spese pazze

Poteva mai esserci un attimo di pace per il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che con le sue azioni sembra che i guai se li cerchi con il lanternino?

Dopo che lo stesso Papa Francesco aveva affermato in diretta tv di non averlo invitato a Chicago, e dopo che il sindaco ha passato buona parte del suo mandato in giro per il mondo, non potevano certo mancare gli esposti dei gruppi politici avversari, Movimento 5 stelle in primis: siamo noi cittadini a pagare i viaggi pazzi del sindaco capitolino?

A questa domanda risponderà la Procura: sulla base di esposti presentati da Fratelli D’Italia e dal Movimento Cinque Stelle, la procura di Roma ha aperto un fascicolo sulle spese del sindaco Ignazio Marino. Il fascicolo per ora è senza ipotesi di reato né iscrizioni ed è stato affidato al pm Roberto Felici, del pool reati contro la pubblica amministrazione guidato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

A corredo degli atti sono stati depositate in procura alcune ricevute di spese ritenute sospette dai denuncianti. I pm potrebbero decidere di esaminare le spese fatte. L’attenzione dei gruppi di opposizione si concentra su pranzi e cene con medici, chirurghi stranieri e parlamentari vari, spesso in locali vicino casa del sindaco e in giorni festivi, la cui rilevanza istituzionale secondo loro non sarebbe chiara.

«Quello che dovevamo dire l’ha già detto il Campidoglio», ha dichiarato il sindaco, che proprio nelle scorse ore aveva minacciato querele sulla questione dei viaggi e delle cene di rappresentanza, secondo lui tutti giustificati e rendicontati.

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