Il cinema italiano vince in sala solo grazie a Zalone

Alla fine il trend è lo stesso degli ultimi anni: non è certo una novità il fatto che gradualmente il pubblico nostrano si è disaffezionato al cinema in sala, complice il proliferare anche delle televisioni on demand e delle trasmissioni in streaming, e i numeri non sono più entusiasmanti.

I dati Cinetel del 2015 sono stati presentati e commentati a Roma, presso l’Agis, dalle associazioni degli esercenti Anec e Anem e dai distributori e produttori dell’Anica. Crescono le presenze totali in sala, con 99.362.667 biglietti venduti (+8,56% rispetto al 2014) e gli incassi, 637.265.704 euro, con un incremento del 10,78% rispetto all’anno scorso. Quella che però diminuisce è la quota di mercato del cinema italiano: nel 2015 è del 21,35% in termini di presenze rispetto al 27,76% del 2014 contro quella statunitense che al contrario è passata dal 49,65% del 2014 al 60,01% del 2015.

Il Presidente della sezione Produttori dell’Anica, Francesca Cima, nel suo intervento prende in esame la stagionalità che penalizza le uscite riducendo la tenuta dei film italiani che spesso “non riescono nemmeno a trovare il proprio pubblico” e la mancanza di varietà produttiva, con uno sbilanciamento a favore della commedia e poca attenzione verso il mondo dei giovani.

La buona notizia arriva dai primi numeri per il 2016: dal 1 al 17 gennaio si sono registrati 14,9 milioni di biglietti staccati (+52,59% rispetto al 2015) e si sono incassati 103,5 milioni di euro (+57,47% rispetto al 2015). Numeri sui quali ha avuto un effetto determinante Quo vado? di Checco Zalone, che finora ha registrato da solo 8.376.705 presenze e ha incassato oltre 59 milioni di euro.

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