Il Consiglio di Stato boccia le nozze gay

Eleonora Gitto

Per il Consiglio di Stato niente nozze gay, e così scoppia la polemica.

La suprema magistratura amministrativa afferma che il matrimonio è tale solo tra persone di sesso diverso. In caso contrario si tratta di un atto inesistente.

Sostanzialmente con questa motivazione è stata annullata la precedente decisione del TAR che aveva negato al Prefetto di Roma il potere di cassare le trascrizioni dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.

Tuttavia è polemica contro il giudice bacchettone Carlo Deodato, che, con la sobrietà solita di certi giudici chiacchieroni, si definisce giurista cattolico.

Per l’appunto. Una dichiarazione di appartenenza, che ovviamente non può non tenere conto dell’estrazione ideologica nelle proprie decisioni.

In seguito questo giudice chiacchierone, come altri, si definisce pure, per ammorbidire il concetto, uomo libero e osservatore indipendente di politica, giurisdizione, costumi e società.

Ma un cattolico credente è tutto fuorché un uomo libero, pur se è dichiarato il contrario.

E non è soprattutto sereno quando si deve decidere di queste cose. Sarebbe stato uomo veramente libero se avesse deciso il contrario.

E’ come il giudice che si dichiara comunista o fascista: pretendere che la propria ideologia non influenzi certe decisioni, anche a carattere giuridico, appartiene al mondo della pura immaginazione.

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