Il no all’arresto di Azzolini e le reazioni al voto segreto

In realtà la notizia non ha certo suscitato troppo stupore: in molti si aspettavano il no del Senato all’arresto del senatore Ncd Antonio Azzollini, che con 189 no e soli 96 si, il senatore non potrà essere arrestato.

Azzolini è coinvolto nell’inchiesta sulla bancarotta fraudolenta della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, in provincia di Trani, e il pm che ha condotto le indagini che aveva chiesto gli arresti domiciliari.

La decisione, presa a scrutinio segreto, ha scatenati un putiferio, tra chi pensa di dover porgere le proprie scuse al senatore ingiustamente accusato e chi crede invece che l’ingiustizia sia l’esito della votazione.

“Francamente credo che ci dobbiamo anche un po’ scusare, perché credo che non abbiamo fatto una gran bella figura”, dice in un’intervista all’Unità il vicesegretario del partito, Debora Serracchiani, che aggiunge: “Si è persa un’occasione per dare un buon segnale di cambiamento”.

Secondo il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda, “oggi in Aula c’è stata certamente una discreta dose di trasversalità”. E aggiunge che “purtroppo nel Parlamento italiano il voto segreto è diventato un’arma politica, troppo spesso usata strumentalmente”.

“La legge non è uguale per tutti. Azzollini salvato dal Pd”, è la reazione, su Twitter, di Beppe Grillo. “Il Senato ha salvato dall’arresto il senatore Azzollini, dell’Ncd. Renzi e il Pd hanno calato le braghe per salvare le loro poltrone, che pena. Chi sbaglia paga, ma se serve alla sinistra non paga”, gli fa eco Matteo Salvini.

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