Aumentano i casi di avvelenamento da funghi non controllati

Per gli amanti della natura e della vita all’aria aperta, questo è uno dei periodi dell’anno più belli: i boschi si riempiono di odori e colori unici, e tra una passeggiata e l’altra, è bello poter raccogliere noci, nocciole ma soprattutto funghi, questi ultimi in realtà, per chi ha poca dimestichezza, sono da sempre i più pericolosi, vanno controllati e soprattutto preparati in un certo modo.

I casi registrati di intossicazioni da funghi, in questo periodo, sono nettamente in aumento ma analizziamo in maniera più approfondita la cosa:

Per i funghi bisogna stare ben attenti: molte specie infatti possono essere pericolose e provocare gravi intossicazioni alimentari, che nei casi più gravi possono condurre addirittura alla morte.

Con i quattro casi di intossicazione da funghi non controllati dell’ultimo week end, salgono a undici, solo in Sardegna, le persone avvelenate e ricorse alle cure del pronto soccorso negli ospedali della provincia di Sassari.

«Questa del 2015 è una stagione con una crescita particolarmente abbondante dei funghi spontanei e la corsa dei raccoglitori nei boschi ha portato inevitabilmente i più incauti a mettere nel cestino oltre a specie buone e commestibili anche funghi pericolosi e tossici», spiega Pietro Murgia responsabile dell’Ispettorato micologico. I reparti di pronto soccorso di Sassari, Alghero e Ozieri hanno allertato i micologi reperibili giorno e notte per pazienti con sintomi gastroenterici tipici di intossicazione, dopo aver consumato funghi non controllati, considerati erroneamente commestibili.

In particolare la raccomandazione da parte degli esperti è di non consumare funghi raccolti spontaneamente senza prima aver avuto il parere di un esperto. Si consiglia poi di non raccogliere funghi troppo piccoli o troppo maturi e di non farlo con rastrelli o uncini, poi è bene riporli in cesti di canna o vimini e non in borse di plastica. Inoltre per quanto riguarda i porcini, molto ricercati per la loro prelibatezza, possono essere raccolti solo se il diametro del cappello non è inferiore ai 4 centimetri, gli ovuli solo se le lamelle sono ben visibili, mentre è vietata la raccolta del “Tricholoma equestre”.

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