Isis imbottisce cadaveri di esplosivo

Siria. Cadaveri decapitati e imbottiti di esplosivo, lasciati tra le macerie di Kobane, pronti ad esplodere per uccidere civili e soccorritori. Questa l’ultima strategia dell’orrore dell’Isis, che ha lasciato la città a gennaio, di fronte all’avanzata dei peshmerga e dei miliziani curdi. A denunciare tale scempio è l’ong Handicap International (Hi).

L’Ong spiega che i tentativi di recuperare i corpi sono finiti in altre uccisioni, da allora, i cadaveri sono rimasti dove sono, continuando a decomporsi in attesa di artificieri esperti. Secondo l’organizzazione, l’Isis ha piazzato nella città esplosivi progettati per restare attivi molto tempo. Sono stati ritrovati in particolare, tra le macerie delle case, sotto mobili, automobili o in campi coltivabili. Lo scopo non è solo di uccidere, ma anche di impedire il ritorno sicuro dei civili alle loro case e ad una vita normale.

Frédéric Maio, coordinatore delle operazioni di sminamento di HI, ha dichiarato: “Quello che abbiamo visto è oltre i nostri peggiori incubi una parte significativa della città è stata distrutta e la contaminazione di armi inesplose di tutti i tipi ha raggiunto una densità e una diversità mai vista prima. Ordigni inesplosi e trappole esplosive rappresentano una minaccia quotidiana per le persone che stanno cercando di rientrare nelle loro case. Inoltre, impediscono alle organizzazioni umanitarie di operare in modo sicuro e di fornire il supporto necessario a questa popolazione così vulnerabile”.

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