Julia Roberts, faticoso il ruolo drammatico in Il segreto dei suoi occhi

Ancora una volta un ruolo drammatico per Julia Roberts, che sicuramente sarà in grado di illuminare al meglio l’enorme talento dell’attrice, che proprio in ruoli simili ha dato vita alle sue migliori prestazioni.

Remake del film argentino premio Oscar per il Miglior Film straniero nel 2010, Il segreto dei suoi occhi, di  Billy Ray, vede come una dei protagonisti come detto proprio la Roberts, quasi irriconoscibile, nel ruolo dell’agente della Defence Intelligence Agency Jess Cobb.

Questa pellicola ci narrerà di un ex agente dell’FBI, Ray, ossessionato dall’omicidio della figlia della sua partner e grande amica Cobb. Marzin, il sospettato arrestato per l’omicidio, viene liberato a causa del suo ruolo chiave come informatore e dei discutibili mezzi usati per ottenere la sua confessione. Dopo 12 anni l’omicidio è ancora insoluto e Ray è costretto a confrontarsi con il suo passato e, in particolare, con l’agente con cui aveva condotto le indagini, Claire, con la quale è rimasta in sospeso una storia d’amore. Più Ray si avvicina alla soluzione del caso più la verità è scioccante

Le aspettative sono piuttosto alte, ma nomi del calibro di Nicole Kidman, Julia Roberts e Chiwetel Ejiofor fanno davvero ben sperare che questo non sia solo un banale rifacimento.

“Ci vogliono due uomini per fare una me” racconta ridendo la Roberts, i lunghi capelli biondi sulle spalle e trucco leggero. “Negli anni mi è capitato di ricevere offerte di ruoli scritti per uomini ma che, se li avessi trovati interessanti, sarebbero stati adattati a una donna ma nessuno come questo mi aveva mai colpito prima. Billy aveva scritto il ruolo di una donna che perde la moglie, visto che i matrimoni gay sono sempre più diffusi mi era parsa una buona idea, poi però ho suggerito io di farle perdere la figlia. Ho pensato: se davvero vuoi che il pubblico si identifichi in Jess e nella sua tragedia deve essere qualcosa che tutti possano provare, e tutti noi abbiamo un figlio o siamo stati un figlio, tutti possiamo capire cos’è quel dolore”.

“E’ stato un film emotivamente faticosissimo – ci racconta l’attrice, che durante le riprese ha perso la madre – cercavo un ruolo impegnativo e questo è andato oltre il previsto, ha richiesto più preparazione di quanta ne abbia mai fatta per un ruolo. La chiave è stata come legare le due donne, la prima, quella dei momenti felici con la figlia e della devastante scoperta della morte della ragazza, e quella di tredici anni dopo, ancora distrutta dal dolore”.

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