Kepurp, quando il kebab è made in Napoli

Nella nostra epoca interculturale, non sono solo lingue e costumi a contaminarsi, ma soprattutto la cucina: in qualsiasi città del mondo è possibile assaggiare piatti ideati a migliaia di chilometri di distanza.

A Napoli ad esempio la cucina araba è molto amata da cittadini e turisti, che si concedono volentieri un kebab mangiato magari al volo, ma l’inventiva e la genialità partenopea hanno saputo creare un piatto, che rende onore ad entrambe le cucine.

Ed è così che nel capoluogo partenopeo il kebab diventa Kepurp: una versione decisamente più fresca, dietetica ed anche più legata alla tradizione napoletana con del pesce, il polpo, di un piatto caratteristico della tradizione araba.

Ad inventare il “kepurp” è stato Ciro Salatiello, cuoco ufficiale del Napoli Calcio e noto chef partenopeo: servono 25kg di polpo da fare lessare come per una normale insalata, tagliato a pezzi, condito con poco olio e prezzemolo e un po’ gelatinato (l’uso della gelatina serve per meglio compattare la materia prima).

Alla fine basta schiacciarlo in un contenitore di forma cilindrica, per ricordare la stessa forma del kebab e il gioco è fatto, lo si può affettare nelle famose listarelle per farcire un panino.

Lo street food così diventa simbolo di contaminazione tra culture gastronomiche diverse e si arricchisce di questa ‘variante di mare’.

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