La bufala del topo dentro il bar: la bevono quasi tutti

Eleonora Gitto

La bufala del topo dentro il bar: la bevono quasi tutti.

Basta poco per inventare una storia. Si prende un piccolo fatto, che diventa una notizia, ci si costruisce sopra un castello, e il gioco è fatto.

La bufala è creata, la fake new è pronta per essere data in pasto a migliaia, milioni di utenti di Internet.

Una volta la gente credeva quasi a tutto quello che veniva scritto sui giornali.

Ma c’è da dire che i giornali probabilmente erano più seri. Poi ha cominciato a credere a tutto quello che diceva la televisione. E tuttora, purtroppo, lo fa.

Adesso comincia a credere a troppe cose che vengono diffuse in rete senza controllo alcuno.

Il problema delle fake news, delle bufale, è diventato talmente importante, assorbente, che ci si può eleggere o meno un Presidente degli Stati Uniti d’America.

Con tutto quello che ne consegue, specialmente se il Presidente si chiama Donald Trump.

Hanno attinto a piene mani a queste fonti di falsità anche i 5 Stelle, con diffusioni a gogò di notizia false su politici e sulla politica.

Ma a ruota hanno seguito anche altri. In Francia ci hanno provato anche contro il Presidente neoeletto Macron.

Ed è stata l’estrema destra; ma fortunatamente stavolta non sono riusciti nell’intento di screditare il neoeletto.

Facebook, WhatsApp e altre piattaforme si stanno mobilitando in tutto il mondo per cercare di porre un argine a queste notizie false ma, in effetti, non è facile.

Il web è velocissimo nel diffondere le notizie, e prima che arrivino le verifiche ed eventualmente le smentite, il male è stato già fatto e a volte può essere davvero un gran male.

Un esempio tipico di una bufala, una fake new, è quella che ha girato in rete per giorni, del topo intento a rosicchiare un panino dentro un bar.

Hanno visto la ripresa in molti e si sono scandalizzati. Diverse persone hanno sostenuto che lo scandalo fosse avvenuto in un autogrill dell’autostrada A4, o in un bar dell’aeroporto di Fiumicino.

Ma non ci vuole molto, in realtà, a rendersi conto dell’inganno, se solo si presta un po’ di attenzione. Sui cartellini dei prodotti, infatti, le scritte sono in francese.

Nel frattempo però un sacco di Italiani hanno condiviso il video, scandalizzandosi prontamente per le condizioni igieniche esistenti nel nostro Paese.

Solo qualcuno ha mostrato di avere acume e capacità di analisi. Così va il mondo; anzi, così va l’Italia.

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