La carne lavorata da oggi è considerata cancerogena per l’Oms
A factory worker fills tins with sausages on a production line at a factory in La Lauragaise, the new name of French meat processing company Spanghero on July 31, 2013, in Castelnaudary, southwestern France. The company restarted its activity with forty employees from a previous high of two hundred and thirty who were retained by the former boss Laurent Spanghero, the founder of the group, and two financial partners. Spanghero food company was endangered after horsemeat scandal . AFP PHOTO ERIC CABANIS

A fronte di molti golosi che non riescono a fare a meno di dolci e pasticcini, sono tantissimi coloro che non riescono proprio a fare a meno, sulle proprie tavole e anche quotidianamente, di carni lavorate, primi fra tutti bacon, wurstel ed alimenti simili.

Da oggi però questi alimenti non rappresentano solo un grave danno alla propria forma fisica, ma anche alla propria salute: secondo l’Oms molte carni lavorate sono infatti cancerogene.

La decisione è stata presa, si legge nel documento firmato dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Oms, dopo aver revisionato tutti gli studi in letteratura sul tema. “Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel gruppo 1 in base a una evidenza sufficiente per il tumore colorettale. Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa”.

Per “carni lavorate” si intendono tutte le carni conservate grazie all’aggiunta di sale, all’affumicamento o mediante qualsiasi altra procedura, escluso il congelamento. Nella lista dei cancerogeni, oltre a salsicce e bacon, bisogna quindi comprendere anche gli hot dog, la pancetta, il salame e gli insaccati in generale.

Immediata è stata la prevedibile reazione dell’industria della carne, che ha tentato di screditare i risultati del report di IARC prima ancora della loro pubblicazione. «La carne rossa e le carni lavorate sono tra le 940 sostanze che secondo lo IARC costituiscono un certo livello di “pericolosità” teorica» ha affermato in un comunicato stampa Barry Carpenter, presidente e amministratore delegato del Nord American Meat Institute (NAMI), i produttori di carne statunitensi. «Se questa è davvero la decisione di IARC, semplicemente non può essere applicata alla salute delle persone perché considera solo un pezzo del puzzle: il pericolo teorico. Rischi e benefici devono essere presi in considerazione insieme prima di dire alle persone con mangiare, bere, guidare, respirare o dove lavorare».

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