La Jihadista italiana Fatima spiega le ragioni di tanta violenza
Slide della Polizia di Stato

All’anagrafe è Maria Giulia Sergio, ma da tempo ormai è Fatima, una spietata e folle Jihadista, arruolata nell’esercito islamico, che con voce gelida parla via Skype, per urlare al mondo che non è lei o “loro” la sua gente, gli esponenti dell’Isis, a essere nel torto, ma i peccatori miscredenti, da sacrificare.

«Noi quando decapitiamo qualcuno, dico noi perché anche io faccio parte dello Stato islamico, quando facciamo un’azione del genere, stiamo obbedendo alla sharia», la sua folle dichiarazione, ben sapendo che tutta la sua famiglia, originaria di Torre del Greco, è finita in carcere, per colpa sua e del suo arruolamento nell’esercito della morte che da mesi sta seminando morte e terrore nel mondo.

«I messaggi che mi scambiavo con i miei genitori e mia sorella non erano di incitamento al jihad o qualcosa del genere. Noi parlavamo di come i miei genitori avrebbero potuto fare una buona vita, qui nello Stato islamico», spiega in discolpa dei suoi.

“Lo Stato islamico, sappi, è uno Stato perfetto – ha aggiunto – Qui non facciamo nulla che vada contro i diritti umani. Cosa che invece fanno coloro che non seguono la legge di Allah”.

Dopo secoli di lotte per la parità, Fatima è disposta a vivere sotto il comando di uomini che stuprano e schiavizzano le donne: c’è ben poco da aggiungere.

Loading...
Potrebbero interessarti

Esiste ancora l’usanza della dote?

Anche se oggi è un’usanza ormai desueta, nella storia la dote ha…

Cartapesta: quando l’arte nasce da materiale “povero”

Per realizzare opere d’arte si possono utilizzare i materiali più svariati, dal…