La Mecca, centinaia di morti alla Lapidazione del diavolo

Che un popolo possa essere fervente nell’espressione della sua religione non è certo una colpa, ma dinanzi a tragedie che si ripetono, anno dopo anno, ci si chiede come sia possibile che esistano ancora manifestazioni del genere, senza nessun tipo di controllo e che finiscono per degenerare oltre ogni immaginazione.

Il primo giorno di Eid al-Adha, la Festa del Sacrificio, è la più importante ricorrenza religiosa per i musulmani impegnati nell’Hajj, il pellegrinaggio rituale alla Mecca, ed anche quest’anno il bilancio delle vittime è stato altissimo: al momento si parla di almeno717 morti e 805 feriti. , e la conta non è certo finita.

Le resse, durante le concitate fasi della cerimonia, non sono rare. Tra i precedenti più gravi, l’incidente avvenuto nel 1990 quando nella calca rimasero schiacciati 1.426 fedeli.

Stavolta, alle 7 del mattino, la tragedia è avvenuta mentre  i fedeli si spostavano dai campi dove pernottano al luogo dove si svolge il rito della lapidazione delle tre colonne, che simbolizzano le tentazioni del diavolo, al terzo giorno del pellegrinaggio.

Il principe della corona saudita, Mohammed bin Nayef, ha ordinato la formazione di una commissione d’inchiesta per fare chiarezza sull’incidente a Mina durante l’Hajj.

L’Iran punta il dito contro la sicurezza saudita: “per ragioni che ignoriamo” è stata chiusa una strada nei pressi del luogo dove i pellegrini eseguono il rito simbolico della lapidazione di Satana, ha affermato il capo dell’organizzazione iraniana dell’Hajj, Said Ohadi. “Questo ha provocato il tragico incidente”, ha aggiunto Ohadi, in una dichiarazione alla tv di Stato di Teheran.

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