La storia della bambina che voleva emulare Freddy Krueger

Gemma Lilley, la donna che da bambina non desiderava altro che emulare il suo eroe Freddy Krueger, il protagonista della famosa serie di film Nightmare.

Gemma ebbe un’infanzia problematica e sviluppò quello che gli avvocati dell’accusa definirono un “amore morboso per il genere horror, l’omicidio e i serial killer” confermato anche dalle testimonianze della matrigna della ragazza.

Correva l’anno 2012 il suo permesso di soggiorno stava per scadere così per ottenere il visto permanente decise di sposare il suo amico gordon gary gates il quale morì due anni dopo le nozze e al suo sposo diede il soprannome di casey in onore del killer americano rimarcando ancora una volta la fissazione per il macabro.

A quel tempo Gemma lavorava come supervisore durante il turno di notte in un supermarket ed aveva già scritto e pubblicato online un romanzo dal titolo playzone che aveva come tema una particolare serial killer molto prudente.

Gemma sperava di ottenere una base economica per lo sviluppo di un videogame, poco tempo dopo conobbe l’amica Trudi Lennon e le due divennero presto inseparabili, Trudi, madre di tre ragazzini, era fidanzata e all’epoca faceva parte di una comunità.

Le due aspiranti omicide si conobbero quando lei si era appena lasciata con il fidanzato e si trovava in serie difficoltà economiche quando l’amica vide le condizioni di povertà in cui versava decise di invitarla a stare da lei e con i figli.

Un amico del defunto marito di Gemma, testimoniò che le due donne si strangolavano e tagliavano vicendevolmente per puro piacere di infliggere dolore, le donne si trovarono a condividere le stesse fantasie omicide costruendo col tempo un’amicizia in cui Trudi era completamente succube ed innamorata di Gemma.

Le due erano solite utilizzare dei nomi in codice o per meglio dire degli pseudonimi, quando si sentirono per messaggio 13 giorni prima dell’omicidio le due donne si scambiarono alcuni messaggi.

Nei messaggi Trudi risponde a Gemma dicendo “è giunto il tempo io sono pronta tu sei pronta a trovare una possibile vittima“, in realtà si trattava di un ragazzo amico e compagno di scuola di uno dei suoi figli.

Nella settimana precedente all’omicidio le due fecero acquisti in tre diversi negozi per comprare tra le varie cose candeggina, cemento, una bacinella grande e il giorno prima della scomparsa del ragazzo dell’acido idro cloridrico 100 litri in totale.

Di quel fatidico giorno alcuni video mostrarono le due donne incontrare il ragazzo al centro commerciale, invitandolo a salire in un’auto così da poterlo accompagnare a casa di Trudi dove c’era il figlio ad attenderlo per poi giocare ai videogame.

Appena entrati nel salotto dell’abitazione Gemma tentò di strangolarlo non riuscendoci, a quel punto intervenne Trudi che aiutò l’amica a pugnalarlo 3 volte, 2 al collo e una al petto.

Successivamente iniziarono a ripulire la scena del crimine, non usarono l’acido come previsto ma dopo averne tagliato alcuni pezzi lo seppellirono in una buca poco profonda nel giardino al di sotto di un patio appena piastrellato.

Quando il figlio di Trudi rincasò non impiegò molto tempo a trovare il corpo del suo amico malamente ricoperto con calcestruzzo e delle mattonelle, la denuncia per la scomparsa di Heron non tardò ad arrivare il 14 giugno del 2016 la polizia iniziò le ricerche controllando i registri telefonici del suo cellulare e scoprirono che l’ultima chiamata ricevuta dall’adolescente fu quella della lehman.

Giunti all’abitazione il corpo del ragazzo fu ritrovato insieme a dozzine di coltelli una sega da ossa, scalpelli, un machete è una lista in ordine alfabetico di tecniche di tortura.

Incredibilmente la polizia trovò ulteriori prove e dai filmati delle telecamere installate in casa della stessa Gemma che servivano per proteggere la sua collezione di motociclette.

Dopo l’arresto ognuna delle due accusò l’altra del delitto, Gemma dichiarò che stava dormendo mentre Trudi uccideva il ragazzo, Trudi dal canto suo invece, ammise di essere semplicemente testimone delle azioni dell’altra e di aver aiutato a celare l’accaduto.

Gemma dichiarò che gli scambi di messaggi a tema “omicida” erano semplicemente un gioco di ruolo in preparazione per un suo prossimo libro, inoltre la donna confessò l’omicidio ad un suo sottoposto cinque giorni dopo la sua scomparsa crogiolandosi nella convinzione di non avere nulla da temere grazie alla stupidità delle forze dell’ordine .

Entrambe sono state condannate all’ergastolo potranno chiedere la condizionale solo dopo 28 anni di detenzione.

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