L’attacco ad Hacking Team ha compromesso anche inchieste sul terrorismo

Le indagini sono ancora in corso, e a quanto sembra ancora in alto mare: non si ha idea di chi siano stati i responsabili dell’attacco ad Hacking Team, azienda milanese leader a livello mondiale nella fornitura di sistemi di spionaggio, ma purtroppo si conoscono bene gli ingenti danni che lo stesso attacco a provocato.

In un primo momento sembrava stesse per scoppiare un vero e proprio caso politico: tra i file rubati anche quelli inerenti alla fornitura di materiale di spionaggio anche a stati con sistemi dittatoriali e a paesi in guerra con alri.

Dopo la mole di dati immessi liberamente in rete è stato un problema di privacy: troppi dati sensibili sono finiti alla mercé di tutti, anche di tanti con cattive intenzioni.

Ma a quanto pare l’attacco ha interessato anche la Polizia italiana, come ha ammesso nelle scorse ore il capo della Polizia, Alessandro Pansa: “Molte inchieste – ha spiegato il prefetto al Copasir – sono state bloccate in modo duraturo dopo la pubblicazione in rete del codice sorgente del software della Hacking Team, il cui uso è stato dismesso in seguito all’attacco subito dalla società”.

E non è finita qui: tra i vari problemi c’è anche il fatto che al momento nessuna azienda italiana è in grado di fornire un servizio simile a quello che la Ht metteva a disposizione della polizia e delle altre forze dell’ordine.

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