Latte e derivati importantissimi nell’alimentazioni di bambini e adulti

Intero, parzialmente scremato, scremato, leggero per gli intolleranti, senza lattosio: una miriade di varietà e di declinazioni per un alimento che è fondamentale nei primi anni della vita, ma che conferma la sua importanza e il suo grandissimo potere nutritivo per tutto l’arco della vita.

Nelle scorse ore si è svolta la Giornata Mondiale del Latte: la ricorrenza è stata istituita nel 2001 dalla Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) per sottolineare l’importanza di questo alimento globale, ma in Italia è la prima volta che si celebra.

Un alimento dalle importanti valenze nutritive, se non l’antesignano dei superfood. Si tratta, sottolinea Assolatte, di un alimento “naturalmente funzionale”, ovvero oltre a nutrire protegge il nostro organismo. Per raggiungere l’apporto nutrizionale di un bicchiere di latte, precisa l’Associazione italiana lattiero casearia, sarebbe ad esempio necessario mangiare 1 kg di spinaci o quantità ancora più elevate di fagioli.

Il latte contribuisce a soddisfare le esigenze del corpo per calcio, magnesio, selenio, riboflavina (vitamina B2), vitamina B12 e acido pantotenico (vitamina B5). In base al tipo di animale da cui si ricava il latte, può anche essere fonte di zinco, vitamina A, C, D e B.

Formaggi e latticini non fanno male se bevuti in giuste quantità, anzi potrebbero avere un ruolo importante nel contrasto all’accumulo di grassi e all’ingrassamento. Andando controcorrente rispetto a quanto fino ad oggi generalmente rilevato, secondo uno studio dell’Università di Scienze e Tecnologia di Qingdao, in Cina pubblicato su Annals of Epidemiology il latte, in particolare, avrebbe un ruolo fondamentale nel contrasto all’obesità di bambini e adulti.

Per l’agenzia della Nazioni Unite, il latte e i prodotti lattiero-caseari derivati detengono inoltre , grazie ai micronutrienti, un enorme potenziale per migliorare la nutrizione e il sostentamento di centinaia di milioni di poveri in tutto il mondo, ma sono ancora drammaticamente fuori dalla loro portata in termini di costo.

Nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, il latte viene prodotto dai piccoli proprietari e la produzione di latte contribuisce alla vita delle famiglie sia per l’alimentazione che per il reddito.

Sul podio dei consumatori dell’oro bianco c’è l’Irlanda con oltre 126 litri all’anno pro capite e a seguire Regno Unito e Danimarca. L’Italia, invece, registra consumi storicamente bassi (circa 49 litri all’anno nel 2015), e per di più in calo anno su anno.

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