Lavoro, il 70% dei giovani resta a casa forzatamente

Eleonora Gitto

Il lavoro manca e il 70% dei giovani è costretto a non lasciare la casa dei genitori.

In occasione del Primo Maggio, la festa del lavoro, ci sono molti studi e ricerche che hanno per oggetto il mondo del lavoro. E del non lavoro.

Il Rapporto Giovani 2017 dell’Istituto Toniolo, realizzato in collaborazione con Intesa San Paolo e la Fondazione Cariplo, è molto significativo perché mette in evidenza dati importanti.

La ricerca è stata fatta su un campione di più di seimila giovani con età compresa fra i 18 e i 32 anni.

In base a questa, risulta con evidenza che la crisi economica ha condizionato in maniera determinante le loro scelte, tanto che più di due giovani su tre restano a casa con i genitori.

Fra questi, una delle categorie più penalizzate è quella dei giovani inattivi, vale a dire che non studiano e non hanno un impiego.

Non lavorando e a causa della difficile congiuntura economica, queste persone non possono fare altro che restare completamente, o quasi completamente a carico dei genitori.

Oltre a tutto ciò, c’è la categoria dei lavoratori giovani a tempo determinato: 4 su 5 di questi percepisce questa condiziona occupazionale come un forte motivo di insicurezza, e quindi un disincentivo a lasciare l’abitazione genitoriale.

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