Le spese di Ignazio Marino nel mirino della Corte dei Conti

Ormai è certo: non c’è pace per Ignazio Marino, il sindaco di Roma ormai quotidianamente sulle pagine di tutti i quotidiani, e non certo per i grandi miglioramenti che sta apportando alla Capitale.

Non ha ancora risolto la rogna del viaggio in America, con Papa Francesco in prima persona che ha smentito di averlo mai invitato, che ci si mette la Corte dei Conti a fargli letteralmente i conti in tasca, e Repubblica a riportare fedelmente alcuni suoi scontrini galeotti.

L’operazione trasparenza del sindaco Ignazio Marino, promossa diversi mesi fa per i dipendenti della regione, di è appena rivelata un boomerang.

Gli scontrini delle spese del sindaco capitolino finiranno domani sul tavolo dei pm contabili: Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio, ha annunciato infatti che presenterà un esposto alla Corte dei conti corredato da tutta la rendicontazione di viaggi, ristoranti e hotel che il sindaco si è fatto rimborsare dal Campidoglio.

Centocinquantamila euro di spese di rappresentanza in un anno, in media 12.500 euro al mese: questo è quanto ha davvero pagato il sindaco Marino per ristoranti, alberghi, incontri di lavoro, cerimonie ufficiali, doni, premi, allestimenti, persino tintoria nel corso del 2014.

Tra questi spicca uno scontrino di 260 euro pagato con la carta di credito del Campidoglio: a cena di Santo Stefano per sei in un ristorante a 200 metri dalla casa della madre, una ricorrenza che a molti appare ben poco istituzionale.

Come ha anticipato anche Il Tempo nell’edizione di venerdì, sono discutibili tante delle spese che il sindaco ha fatto dal suo insediamento a oggi. Vedremo la Corte dei Conti ora cosa ne penserà.

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