L’economia dell’onestà secondo Papa Francesco

Eleonora Gitto

Papa Francesco parla dell’economia dell’onestà in un intervento a braccio pronunciato stamattina presso la sala Nervi ai dirigenti e ai dipendenti della Banca di Credito Cooperativo di Roma.

Ma Bergoglio ha anche parlato di un tema a lui sempre molto caro, quello del lavoro.

Il Papa ha invitato caldamente tutte le imprese a dare occupazione ai tanti senza lavoro.

Un appello accorato, perché il Santo Padre suole dire che senza lavoro non c’è dignità.

Vorremmo anche aggiungere che il problema della dignità in questi casi è secondario, perché senza di lavoro non si mangia, non mangiano le persone, le famiglie e così via

Ma esiste un’economia dell’onestà, così come auspicata da Bergoglio? Probabilmente no, è una semplice chimera, e forse lo sa anche il Papa.

Finché l’economia sarà sovraordinata alla politica e sarà in grado di decidere al posto della politica, non esisterà mai un’economia onesta.

Nei soldi c’è sempre pochissimo di onesto, specialmente quando sono tanti.

Quando il Papa parla di “un uso solidale e sociale del denaro”, dunque, ha ragione in linea teorica e, anzi, è apprezzabilissimo quello che dice ma questo si scontra con la realtà fattuale.

I soldi non hanno niente di umano, di solidale, di sociale. I soldi sono soldi, e in quanto tali tendono a governare. E spesso ci riescono.

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