Legambiente, mari inquinati a causa degli scarichi non depurati

L’universo si sta lentamente spegnendo e molto meglio non va alla Terra, che è costantemente sovrasfruttata dall’uomo, che non contento di depredarla senza alcun limite, la inquina, danneggiandola irrimediabilmente.

Flora e fauna della nostra penisola soffrono, ma è a mare e coste che tocca la sorte peggiore: la Goletta Verde di Legambiente ha navigato lungo la Penisola raccogliendo 266 campioni d’acqua, e scoprendo cariche batteriche superiori ai limiti imposti dalla normativa nel 45% dei casi.

A risultare inquinati sono 120 punti, la metà dei quali presso spiagge quasi sempre libere. Il 49%, sottolinea l’associazione, non è campionato dalle autorità competenti, cioè non sottoposto controlli sanitari, e il 38% risulta balneabile sul Portale delle Acque del ministero della Salute, mentre sono solo 14 i punti vietati alla balneazione.

Secondo il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti le cause dell’inquinamento sarebbero gli «scarichi non depurati che attraverso fiumi, fossi e piccoli canali si riversano direttamente in mare. Una conseguenza diretta della mancanza di un trattamento di depurazione adeguato, che ancora riguarda il 42% degli scarichi fognari del nostro Paese».

Un’infrazione su dieci, nell’ambito dell’inquinamento nel mare, avviene in Campania: impianti di depurazione non a norma, scarichi non allacciati alle fognature, attività turistiche che scaricano direttamente in mare.

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