Leonardo DiCaprio le sue parole su ”Revenant”

Leonardo DiCaprio, attore protagonista di “Revenant – Redivivo“, favorito agli Oscar del 28 febbraio, ha parlato del film nel corso di un’intervista a Vanity Fair.

Revenant ha avuto una lavorazione davvero difficile: girato in condizioni ambientali estreme e usando solo la luce naturale. DiCaprio ha girato personalmente molte scene rischiose: sepolto nella neve, nudo a cinque gradi sotto zero, ha dormito nella carcassa di un animale e si è tuffato in un fiume ghiacciato. L’attore ha raccontato di aver vissuto “un’atmosfera da sogno, una specie di grande e bellissimo paesaggio sfocato. Ma sapevamo tutti che stavamo prendendo parte a qualcosa di piuttosto rivoluzionario. Iñárritu ha seguito una visione straordinaria: creare un tipo di film mai visto prima. Risultati del genere non si ottengono senza trascendere il semplice senso del dovere”.

Il regista, continua DiCaprio, non girava finché la scena non era perfetta: “Ci diceva: “No, no, non giriamo finché le gocce di pioggia su quella parte di pelle di orso non sono uguali a quelle su quest’altra””, racconta l’attore ridendo, e continua: ““No, no, quel pezzo di terra non è del colore giusto”. Era tutto così. Ogni giorno. Come un grande pittore che dipinge un paesaggio”. Iñárritu, aggiunge: “Ma anche Leo è ossessionato dalla perfezione assoluta: fa di tutto per superarsi. Mi sa che entrambi soffriamo della stessa malattia, l’insoddisfazione cronica”.

“Fare cose che non mi appassionano mi rende infelice. Mi sembra di sperperare il privilegio incredibile che ho conquistato, cioè la capacità di far finanziare i film. Quando mi sono accorto che ormai come garanzia bastava il mio nome, ho giurato a me stesso che avrei lavorato con i registi capaci di trasformare il cinema, di lasciare qualcosa di importante. È un’aspirazione che risale alla mia adolescenza, quando divoravo Taxi Driver e Apocalypse Now e mi dicevo: un giorno anch’io farò film così”, rivela DiCaprio.

Fin da subito i suoi genitori hanno fatto il possibile per agevolare le sue ambizioni: “A loro devo assolutamente tutto. Perché mi ascoltavano, capisce? Ascoltavano quel bambino che diceva: “Questo è il mestiere che sogno di fare”. E, con il loro sostegno incondizionato, mi davano la sensazione che il sogno fosse a portata di mano. Guardi, conosco tanti che sono cresciuti in famiglie molto più ricche e solide della mia, e nessuno di loro ha ricevuto l’amore che ho ricevuto io”, ha spiegato un tenerissimo Leo.

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