L’impresentabile De Luca querela la Bindi

Lui, l’Impresentabile, colui che non doveva essere candidato secondo la legge Fornero avendo dei precedenti penali e che invece ha appena occupato la sedia di presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, passa dall’altra parte della barricata ed è lui a sporgere denuncia, per diffamazione.

Una questione quella riguardante l’ex sindaco di Salerno che va avanti da settimane e che è arrivata al suo culmine lo scorso venerdì, quando Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, lo aveva inserito nella lista degli impresentabili.

Il nome del neo eletto governatore della Regione Campania è finito nella lista nera della commissione Antimafia per un giudizio a suo carico nel procedimento per il reato di concussione continuata commesso dal maggio 1998, ma lui non ci sta, e così, come ampiamente annunciato, si è recato allo questura di Salerno per sporgere denuncia contro la Bindi per i reati di diffamazione, attentato ai diritti politici costituzionali e abuso d’ufficio.

«Quella di De Luca – ha replicato a stretto giro Rosy Bindi – è una denuncia priva di ogni fondamento, un atto puramente strumentale, che ha scopi diversi da quelli che persegue la giustizia e che pertanto non mi crea alcuna preoccupazione».

Le tre argomentazioni giuridiche sostenute invece da Vincenzo De Luca nella denuncia sono quelle secondo cui nel momento in cui il presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi ha reso pubblica la lista dei cosiddetti politici “impresentabili” ha determinato un danno d’immagine, è andata oltre i compiti assegnati dalla legge alla Commissione Antimafia e ha influito sulla formazione della volontà popolare.

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