Loredana Bertè, scioccanti le sue confessioni a Domenica Live

Perennemente sopra le righe, incapace di integrarsi fino in fondo nel mondo dello spettacolo che non le ha risparmiato grandi riconoscimenti ma anche sonori rifiuti, Loredana Bertè ha alle spalle un passato difficile, persino violento, che l’ha segnata a fondo e le ha temprato il carattere.

Non è la prima volta che racconta episodi duri e crudi della sua giovinezza, ma ieri pomeriggio, nel salotto di Barbara D’Urso, non ha lesinato particolari nel ricostruire episodi addirittura scioccanti.

Loredana Bertè ha parlato della sua autobiografia, soffermandosi sui più grandi dolori.

In primis una violenza sessuale: “Un signore molto carino e molto insistente mi mandava tutte le sere dei fasci di rose immensi nel mio camerino. Ho ceduto dopo un mese e mi ha portato in uno squallido bilocale, mi ha preso a calci e pugni e mi ha violentata. Sono riuscita ad uscire, un tassista mi ha raccolta piena di sangue e mi ha portata al pronto soccorso. Questa è stata la mia prima volta” racconta la cantante.

Loredana Bertè racconta di non averlo potuto dire a nessuno all’epoca “altrimenti mi avrebbero riempito di botte”. “A mia madre – continua – non gliene fregava niente di me. Sono andata al suo funerale per vederla seppellire. Mio padre, invece, mi ha picchiato perché quando è morta Mimì gli ho detto: ‘Figlio di puttana che cosa hai fatto a mia sorella?’. Picchiava mia sorella, mia madre, tutti. L’abbiamo vista tutti Mia dentro la bara. Era piena di lividi“.

In seguito, dopo aver visto le immagini di sua sorella, dichiara commossa: “Io mi sento in colpa, penso che se avessi fatto qualche viaggio in meno e fossi rimasta di più accanto a lei, forse sarebbe ancora viva. Lei insistette tanto per darmi un telefonino, io non l’ho voluto, se quella sera lo avessi avuto, lei sarebbe ancora viva. Io ci penso. Non mi perdonerò mai per questo. Non è vero che il tempo cambia le cose, non cambia niente…”.

E ancora: “Le sorelle si danno sempre per scontate. Io di lei ho solo una foto, tutto il resto è stato pignorato…”.

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