Lorenzin, indennità riconosciuta anche ai donatori di sangue inidonei

In Italia la mancanza annosa di sangue non è certo un problema recente: da sempre ci si trova a fare i conti con una richiesta di sangue per trasfusioni molto maggiore di quanto disponibile nella realtà, ed è per questo che ancora una volta il ministero della Sanità sta cercando di incentivare la donazione.

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, proprio in queste ore ha firmato un decreto interministeriale per garantire la retribuzione e la contribuzione figurativa anche a quei donatori di sangue e di emocomponenti ai quali il medico del servizio trasfusionale abbia certificato la non idoneità alla donazione. Il provvedimento, preso d’intesa con il Mef, serve appunto ad incentivare la promozione della donazione di sangue e per venire incontro a quei cittadini che, pur ispirati dal valore della volontarietà e gratuità, vengano riconosciuti inidonei alla donazione.

Dunque l’aspirante volontario (cui il medico del servizio trasfusionale abbia certificato la non idoneità alla donazione) si vedrà pagata, come gli altri, l’intera giornata lavorativa e i contributi figurativi (ovvero i contributi non versati dal datore di lavoro né dal lavoratore, ma direttamente dall’Inps).

Per le finalità del decreto sono stanziate risorse pari a 406 mila euro per anno.

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