Luca Zaia, non c’è posto in Veneto per i migranti

Nelle ultime settimane la tematica calda nel nostro paese on è solamente quella dell’immigrazione, ma una ad essa strettamente correlata: è mai possibile che il nostro paese sai diventato così razzista, tanto da dimenticare che meno di un secolo fa dall’altra parte della barricata c’erano i nostri nonni?

Di certo le dichiarazioni dei politici leghisti non giocano a favore: da Maroni a Zaia, passando per Salvini, si parla di far naufragare i barconi al largo, di essere stufi di accoglienza e solidarietà.

Proprio in queste ore è tornato a parlare il governatore del Veneto, Luca Zaia, esprimendosi nell’audizione al Comitato Schengen dedicata all’immigrazione: «I flussi dei migranti vanno bloccati sui territori di partenza. Questa vicenda non deve risolversi con una “guerra” tra poveri, ma è bene ricordare che la mia Regione è arrivata alla saturazione e a breve ci arriveranno anche altri territori».

“La nostra posizione resta un no assoluto ad altri arrivi, indisponibili anche verso creazione di un hub regionale. Siamo convinti di pagare pegno per una mancata programmazione del fenomeno”, ha poi aggiunto. “In queste ore – ha spiegato – un pullman ha scaricato migranti in Veneto che si sono dispersi: gli arrivi sono continui. Il tema è la programmazione. Ci inquieta pensare che la soluzione a valle non risolve quella a monte. Siamo tutti d’accordo sul fatto che servano centri di prima accoglienza nei Paesi d’origine dei flussi ma ormai è troppo tardi. Si faranno o no? Se no e se l’Ue non ci dà assistenza, saremo in un ‘cul de sac’ con questo che è un esodo biblico”.

Zaia ha infine detto che sono 3.966 i profughi ospitati in Veneto: “Non c’è più posto ne’ disponibilità. L’impressione è di dover dare disponibilità ad una popolazione che chiede aiuto ma poi in due casi su tre non sono profughi ma migranti economici”.05

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