Lunedì Ignazio Marino si dimetterà ufficialmente da sindaco di Roma

Che Ignazio Marino fosse un osso duro lo si era capito da un po’, restando sempre impassibile dinanzi a qualsiasi attacco proveniente da qualsiasi schieramento politico, ed ora che è stato letteralmente costretto a dimettersi, vuole trascinare a picco con sé quanti si sono nascosti nei mesi dietro a un dito.

Marino intanto prende tempo: se giovedì sera aveva annunciato che avrebbe presentato subito le dimissioni, queste ora sono state posticipate al prossimo lunedì. Un altro fine settimana per rifletterci, per tirare le somme, oltre naturalmente ai 20 giorni di tempo che per legge devono passare tra la presentazione delle dimissioni e la loro validità effettiva.

Ma l’assessore capitolino alla Legalità Alfonso Sabella commenta: “Marino è abbastanza intelligente da sapere che venti giorni non cambiano nulla”. Il vicesindaco Marco Causi aggiunge: “Le ‘condizioni’ che hanno determinato questo atto di sfiducia non credo possano cambiare in venti giorni”.

Eppure da Sel, che fino a ieri era pronta a presentare una mozione di sfiducia a Marino se il sindaco non si fosse dimesso, oggi sono arrivati segnali di disponibilità a un ripensamento. «Noi vogliamo andare avanti con il programma elettorale: è giusto chiedere al sindaco un cambio di rotta, la verità, il rispetto del mandato. Altrimenti può anche confermare le sue dimissioni» ha scritto infatti su Facebook Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio.

Che le carte in tavola si ribaltino nuovamente?

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