Mafia Capitale, floridissimo sodalizio tra boss e politici

Si sa che più si scava nel torbido e più si annega nel putrido, e ve ne è di melma dove annegare nell’inchiesta denominata “Mafia Capitale”, che sta portando fuori business milionari e malaffari di ogni sorta, in cui vi sono invischiati politici e uomini di potere di ogni genere.

A sei mesi dalla prima retata di arresti, in cui erano stati scoperti i primi affari e le prime collusioni tra malavita e politici romani, 44 nuovi arresti sono stati condotti su ordinanza del Gip, Flavia Costantini e le accuse sono per associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni e trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante delle modalità mafiose (art. 7 L. 203/1991).

Ancora una volta, l’ex terrorista dei Nar Massimo Carminati e il presidente della cooperativa ’29 giugno’ Salvatore Buzzi risultano i pezzi da novanta, ma stavolta sono stati tirati in ballo anche esponenti delle istituzioni, di destra e di sinistra (al Comune a alla Regione Lazio), risultati a libro paga dell’organizzazione di stampo mafioso che a Roma faceva affari di ogni tipo, ma che preferiva arricchirsi col business degli immigrati.

Secondo le carte Salvatore Buzzi avrebbe detto: “I consiglieri comunali sono ai nostri ordini”. E ancora: “Ma che io devo stare agli ordini tuoi? Te pago”.

In carcere sono finiti, tra gli altri, Luca Gramazio, ex consigliere capogruppo Pdl, per aver messo le sue cariche al servizio del sodalizio criminoso con cui avrebbe elaborato “le strategie di penetrazione nella pubblica amministrazione”, ma anche Mirko Coratti, ex presidente del consiglio comunale in quota Pd e il suo capo segreteria, Franco Figurelli, che avrebbero ricevuto la promessa di 150mila euro, la somma di 10mila e l’assunzione di una persona segnalata da Coratti in cambio di una serie di favori da fare alle cooperative di Buzzi.

Nell’indagine è risultata coinvolta tutta la dirigenza della cooperativa ‘La Cascina’, impegnata nella gestione dei profughi e oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri.

“Accoglienza dei profughi e dei rifugiati, raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti, manutenzione del verde pubblico” e altri settori oggetto di gare pubbliche, come ad esempio “i lavori connessi all’emergenza maltempo a Roma e le attività di manutenzione delle piste ciclabili”: era l’ambito di azione di Buzzi e delle imprese che a lui facevano riferimento.

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