Malesia, rinvenute decine di fosse comuni contenenti migranti

Un orrore senza fine, scoperte che dimostrano come la civiltà e il rispetto della vita umana in alcune zone del mondo sembrano non avere la stessa importanza che altrove.

Proprio in queste ore la Malesia, attraverso le parole del suo ministro dell’Interno, Ahmad Zahid Hamidi, ha confermato che fosse comuni contenenti resti di migranti sono state scoperte nel nord del Paese, così come accampamenti clandestini legati al traffico di persone che ha scatenato nella regione una crisi umanitaria.

La scoperta segue una simile fatta dalle autorità tailandesi: i trafficanti terrebbero in ostaggio i migranti in questi campi, nella speranza di ottenere un riscatto dalle loro famiglie, e alla fine li ucciderebbero senza mezze misure.

“Non sappiamo quanti siano. Ma probabilmente troveremo altri corpi”, ha detto ancora Zahid Hamidi, citato dal quotidiano The Star, che ha riferito di fosse contenenti i corpi di “quasi un centinaio di migranti Rohingya”, la minoranza musulmana che vive perlopiù in Birmania. Un altro quotidiano, Utusan, citando una fonte anonima, ha riferito di una trentina di fosse comuni in cui sono stati rinvenuti “centinaia di scheletri”.

Il governo ha detto che le indagini per identificare i corpi sono ancora in corso, ma secondo diversi giornali locali si tratta di migranti provenienti da Bangladesh e Myanmar che hanno attraversato illegalmente il confine che separa la Thailandia dalla Malesia.

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