Marino si difende al ritorno dalla sua vacanza americana

Sono mesi ormai che la polemica impazza intorno al sindaco di Roma, Ignazio Marino: all’indomani dello scoppio del caso di Mafia Capitale, da più parti sono arrivati gli inviti alle dimissioni, e il suo tener duro non è piaciuto a tanti, troppi, che ora non perdono occasione per criticare ogni sua mossa.

L’ennesimo attacco nei suoi confronti è arrivato dopo il caso dei funerali organizzati in pompa magna dai Casamonica, che hanno riempito le prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo: il quei giorni il primo cittadino capitolino era in vacanza in America assieme alla sua famiglia.

Tornato da qualche giorno, ha tenuto a spiegare la sua posizione ai microfoni della trasmissione di La7 «Otto e Mezzo». «Mi trovavo negli Stati Uniti per motivi al di fuori della mia volontà – racconta -, perché negli ultimi mesi ho ricevuto diverse minacce di morte. Io che ho iniziato il mio mandato andando in bicicletta adesso devo muovermi con tre macchine e 6 uomini di scorta. Io davvero volevo 14 giorni con mia moglie e mia figlia senza girare con le persone armate».

«Pentito?», gli chiede Gruber, «Assolutamente no, perché io sono stato in contatto con il mio staff, credo di avere uno straordinario vicesindaco, sette assessori sono rimasti in quelle settimane, la città è stata assolutamente sotto controllo», risponde impassibile Marino.

E, per l’ennesima volta, alla domanda se abbia pensato alle dimissioni, Marino torna a ribadire di voler restare a Palazzo Senatorio, confermando gli “ottimi rapporti” con Renzi e il contrasto con il Pd romano, i cui consigli – dice lui stesso – lo avrebbero portato a nominare “come vicesindaco e come capo della polizia locale due persone agli arresti”.

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