Massimo Giletti, parole al vetriolo per il direttore generale della Rai

A farsi mettere da parte lui non ci sta, lo ha rimarcato dal primo momento, e quindi, non appena ha appurato che la Rai gli aveva tolto la sua “Arena”, volendolo rilegare in un angolino, ha preferito fare i bagagli ed emigrare altrove.

E Massimo Giletti ha subito trovato un’altra rete che lo ha accolto a braccia aperte, riconoscendo la sua professionalità e i suoi meriti, ed anche per questo, senza peli sulla lingua, oggi rivolge parole al vetriolo alla televisione di stato che per lui ha mostrati fin troppa poca considerazione.

Nello specifico, il conduttore televisivo piemontese ha colto l’occasione di un’intervista concessa a Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto su Radio Capital  per togliersi i proverbiali “sassolini” dalle scarpe, ma anche per parlare della gestione dei palinsesti del servizio pubblico e del tetto degli stipendi, tema sul quale ha tirato nuovamente in ballo Fabio Fazio.

In primis, Giletti parla del suo abbandono alla Rai e delle responsabilità, che a suo modo di vedere, dovrà assumersi il direttore generale Mario Orfeo: “Non è la Rai, io per la Rai provo solo amore, qui è un direttore generale che ha fatto una scelta e non credo che il direttore di Rai1, che i vertici di Rai1 fossero d’accordo. Qui c’è un direttore generale che ha fatto una scelta che ha definito editoriale: andrebbe chiesto a lui perché, ma non per sentirsi dire banalità come ‘non amo l’informazione-spettacolo’: avrebbe dovuto dire la verità vera. Qual è la verità? Lo deve dire lui. Io sono uno che si è preso tante querele ma non voglio dire io la verità, ognuno deve rispondere a se stesso. Ma la verità è che tiri via quattro milioni di spettatori. La Rai si è data da sola un colpo basso. Io aspetterò quello che succede da domenica, e poi qualcuno dovrà rispondere di queste cose, perché la Rai è un bene pubblico e si paga il canone. Tra le 14 e le 16 dovranno fare più del 21% ”.

Poi non è mancato un riferimento a Fazio, che continua a essere il più chiacchierato del momento: «Ci sono alcune curiosità, ad esempio i quattro anni di contratto a Fazio. Storicamente nessuno di noi conduttori ha mai avuto un contratto così lungo». E ancora: «Io sono sempre stato contrario ai tetti, anche dei vertici apicali. Il rischio è non andare a scegliere i migliori. Con 240mila euro lordi si rischia di non prendere il miglior direttore generale sul mercato. Stessa cosa per i conduttori».

Risentimenti a parte, Giletti comunque è già pronto a tornare in tv e per farlo ha scelto La7, la rete che più di tutte si occupa di approfondimento e informazione in Italia, proprio perché a lui non interessa fare il varietà.

Primo ospite della nuova Arena? Forse Matteo Renzi, leader del Partito Democratico.

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