Matteo Renzi contro i sindacati per gli scioperi di Pompei e di Alitalia
WCENTER 0XMKCBODBN Matteo Renzi candidato alle primarie del Pd al Palaolimpico di Torino, 21 ottobre 2012. ANSA / ALESSANDRO DI MARCO

Ciò che è successo a Pompei nelle scorse ore, con turisti lasciati ore dinanzi ai cancelli chiusi sotto la calura estiva quasi insostenibile, non è altro che la replica di quando avvenuto già troppe volte in passato, e che on serve certo a fare una buona pubblicità del nostro paese nel mondo.

Sulla scottante questione si è espresso anche il premier Matteo Renzi, che nella sua enews ha così dichiarato: “In un momento come questo – scrive Renzi – tenere migliaia di turisti venuti da tutto il mondo, sotto il sole per un’assemblea sindacale a sorpresa significa volere il male di Pompei. Significa fare il male di Pompei. Io non ce l’ho con i sindacati. Ma se continua così dovremo difendere i sindacati da se stessi. L’assemblea di venerdì a Pompei, in quelle modalità, in quelle forme, è semplicemente scandalosa. Continueremo a lavorare per Pompei, nonostante loro”.

“Intendiamoci, per evitare le polemiche di domani: nessuno mette in discussione il diritto all’assemblea sindacale o allo sciopero. Sono diritti sacrosanti. Ma c’è anche bisogno di buon senso e di ragionevolezza, di responsabilità e di rispetto”, sottolinea ancora Renzi a cui non è andato giù neppure un analogo sciopero, quello di Alitalia.

In tutto ciò, non manca la risposta dei sindacati. Secondo la Cisl: «Nessun danno incalcolabile, come ha detto il ministro, venerdì per Pompei. Ci sono stati 14mila 448 visitatori il 24 luglio, rispetto agli 11.791 del 22 luglio. L’incasso è stato pari a 145 mila 359,50 euro contro i 117 mila 922,50 del giorno prima. Pompei non è stata mai negata ai turisti ed il ritardo di apertura del sito è stato di un’ora e mezza».

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