Matteo Salvini show al raduno leghista di Pontida

Come ogni anno, sull’ormai tradizionale prato di Pontida, si sono radunati esponenti e sostenitori della Lega nord, per un raduno che a tratti è sembrato quasi più folkloristico che politico.

Il segretario Matteo Salvini ha fatto il suo show dinanzi a quelli che per la stampa erano 15 mila sostenitori radunati, ma per lui oltre 50 mila. Come i numeri anche la realtà è tutta un po’ relativa nell’ottica leghista: Salvini ne ha per tutti, per il Premier Renzi, per Papa Francesco, per gli immigrati e i rom, per tutti quaanti non condividono lo stesso pensiero insomma.

La grande novità dell’edizione 15 è la ruspa parcheggiata sull’erba, nuova icona del movimento che però, promette Salvini dal palco, deve servire ad asfaltare il governo Renzi prima dei pur odiati campi rom. E poi magliette con la scritta “+rum -rom”’, cartelli “Salvini da clonare”, e cartelloni simili in stile cortei scolastici.

I bersagli sono l’«infame» legge Fornero, gli immigrati che non sono profughi ma clandestini, gli studi di settore, la Ue «covo di criminali», ovviamente Renzi e perfino Fedez. Ma risuonano soprattutto le parole dette nei confronti del Pontefice, che nei giorni scorsi aveva invitato alla solidarietà e all’accoglienza.

“Mi fa piacere che oggi il Papa a Torino abbia trovare il tempo di incontrare dei Rom: sono sicuro che avrà incontrato anche torinesi sfrattati ed esodati”, ha esordito, per poi continuare con “non mi permetterei di attaccare mai il Papa ma rispetto chiama rispetto: è giusto che il Pontefice chiami aiuto per tutto il mondo, ma altrettanto giusto che chi è pagato dai cittadini italiani pensi prima pensi ai cittadini italiani. Uomo si ma fesso no, cristiano si ma autolesionista no”.

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