Migranti, 120mila ricollocati ma il problema non è certo risolto

Non si riesce proprio a dar torto al presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker che ha bollato come ridicola la discussione sulla ricollocazione di un numero esiguo di migranti, quando il problema è molto più ampio e complesso.

Bisogna comunque prendere nota che i 28 ministri dell’Interno Ue riuniti in Consiglio straordinario ieri a Bruxelles per decidere sulla proposta della Commissione europea di «ricollocare» negli altri Stati membri 120mila rifugiati giunti in Italia e Grecia, hanno deciso a maggioranza qualificata: hanno votato contro Ungheria, Slovacchia, Repubblica ceca e Romania, si è astenuta la Finlandia, ma hanno vinto i si.

L’accordo prevede che i Paesi che non possono immediatamente effettuare i ricollocamenti, per motivi che saranno valutati a Bruxelles, li possano ritardare di un anno, fino al 30% del numero che gli è stato assegnato.

Ma nelle stesse ore arrivano gli ultimi dati Ocse: «L’Europa raggiungerà nel 2015 un livello senza precedenti di richiedenti asilo e rifugiati, salendo fino a un milione di procedure d’asilo», e ancora «L’attuale crisi umanitaria è senza precedenti. I costi umani sono spaventosi e inaccettabili», si legge nel documento.

“Il solo programma di ricollocazione” di 120mila rifugiati dell’Unione europea “in questa fase della crisi non funzionerà per stabilizzare la situazione”, ha dichiarato una portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), Melissa Fleming, aggiungendo che quest’anno in Europa sono arrivati via mare 477.906 migranti.

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