Mika al Corriere della Sera racconta perchè ha risposto all’insulto omofobo

Sono ormai giorni che il celebre cantautore libanese naturalizzato britannico Michael Holbrook Penniman Junior noto al pubblico di tutto il mondo con il nome d’arte Mika si trova al centro dell’attenzione mediatica per essere stato vittima di discriminazione. Qualcuno, con un pennarello nero, ha scritto “Frocio” sopra i manifesti pubblicitari del prossimo concerto a Firenze il 30 settembre, un gesto questo che ha suscitato indiagnazione nel cuore di tantissime persone ma soprattutto nel cuore di un fan che ha deciso di inviare l’immagine all’artista che ha subito risposto tramite social.

Lo stesso Mika però, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera ha voluto spiegare il motivo per il quale ha deciso di intervenire sulla questione piuttosto che tacere. Nello specifico ecco quanto dichiarato dal celebre cantautore.

“Quando ho visto su Instagram la foto del poster di Firenze con la mia faccia imbrattata, mi sono sentito triste, umiliato. Ma i fan hanno iniziato a parlarne, gli amici a scrivermi messaggi. E mi sono reso conto che la mia prima reazione era ancora quella di un tempo, quella di una persona molto giovane che si sentiva impotente. Rifiutando di riconoscere gli insulti, avrei commesso un errore: avrei dimenticato il tredicenne che sono stato e avrei fatto male alle persone che non hanno quel lusso e quel privilegio. Io posso salire sul palco. Ma quando sei implume e quella parola ti riguarda, se vedi quel manifesto ma non trovi una risposta che ti faccia da scudo, allora per te significa che ti hanno abbandonato. on potevo permetterlo, proprio per le cose che sono cambiate nella mia vita: avrei lasciato solo me stesso e un sacco di altre persone”.

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