Milano, due egiziani cercavano di uccidere la figlia disabile di 4 anni

Ogni volta che sentiamo di un bambino maltrattato, abusato, addirittura ucciso, ci ripetiamo che non esiste nulla di peggio al mondo, e poi puntualmente ci ritroviamo a stupirci di quanto la malvagità umana non abbia confini.

L’aberrante storia che vi raccontiamo oggi viene da Milano, e protagonista è una bimba “speciale” di quasi 4 anni, con una grande sfortuna capitatale nella sua giovanissima vita: essere figlia di persone che la consideravano peggio di un animale.

“Odio mia figlia, metto il veleno nel suo mangiare. La scimmia è un grosso problema”: questa è solo una delle intercettazioni registrate dalla polizia locale tra i genitori della bambina disabile picchiata e maltrattata. In alcune conversazioni propongono di soffocare la bimba, di annegarla o avvelenarla.

Le indagini che hanno portato al fermo dei genitori della bambina sono iniziate a metà maggio, quando il padre ha accompagnato la figlia all’ospedale Fatebenefratelli per un dolore al braccio: i medici si sono accorti attraverso una radiografia che la piccola aveva una frattura scomposta con una calcificazione in corso e risalente a 3-4 settimane prima, e che aveva molti altri lividi addosso.

La coppia di 29enni egiziani è stata arrestata venerdì appena salita assieme agli altri quattro figli (dall’uno e mezzo agli 8 anni) su un autobus partito dalla stazione Centrale per raggiungere l’aeroporto di Malpensa, dove avrebbero preso in serata un volo di sola andata per l’Egitto.

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