Monsignor Charamsa si confessa n un’intervista a Barbara D’Urso

Nei giorni scorsi le sue parole hanno fatto il giro del mondo: per la prima volta un sacerdote ha avuto il coraggio di dichiararsi apertamente gay, presentando pubblicamente il suo compagno di vita.

In un colpo solo Monsignor Krzysztof Charamsa ha sdoganato il tabù del celibato e dell’eterosessualità all’interna della Chiesa, e naturalmente la reazione della sua Chiesa è stata allontanarlo immediatamente, sospendendolo da tutte le sue funzioni.

Il sacerdote però non ha nessuna intenzione di ritirare quanto detto, ed anzi ha pensato bene di controbattere a tutte le accuse, rilasciando un’intervista a «Domenica Live», in esclusiva su «Canale 5».

«Dietro di me non c’è nessuna lobby… Ho conosciuto sacerdoti omosessuali, spesso isolati come me, ma non una lobby. La Chiesa ha tra i suoi ministri fantastici sacerdoti omosessuali che non possono essere trattati come sono trattati ora. La legge interna alla Chiesa che vieta l’ordinazione sacerdotale agli omosessuali mi ricorda le peggiori leggi del passato» dice.

«Ho detto alla mia Chiesa chi sono in un gesto di disperazione, questo gesto precedeva il Sinodo, io chiedevo alla mia Chiesa: “Per favore non perdete più tempo”. Ormai la mia vita personale non è più un problema. Io sono fedelissimo al celibato perché il celibato si riferisce all’impossibilità di avere moglie: io non ho mai toccato una donna», aggiunge, e l’affermazione ha tutta l’aria di essere una provocazione.

Ed alla fine conclude: «Siate liberi, val la pena, dobbiamo essere coerenti con noi stessi sulla terra per vivere in eterno. Dio ci ama così come siamo».

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