Monsignor Galantino, perché Salvini non può parlare?

Eleonora Gitto

Monsignor Galantino, dall’alto del suo pulpito, critica aspramente gli scontri e i disordini di Bologna e si chiede perché Salvini non può parlare.

Parla ovviamente dei tafferugli in occasione del comizio di Salvini e Berlusconi. Galantino parla di “gente che aggredisce in maniera volgare, violenta”.

C’è da dire che le aggressioni sono sempre violente, quanto al volgare, francamente non pensavamo ci potessero essere tafferugli gentili.

Ma tant’è, questo giovane vescovo a volte si sente investito di un’autorità che dovrebbe invece guadagnarsi sul campo, col tempo e con l’esperienza.

E Galantino prosegue chiedendosi perché Salvini non può parlare. Qualcuno potrebbe pure rispondere perché magari ha spiccate tendenze razziste e filofasciste.

E tuttavia stavolta il vescovo ha ragione. Tutti possono parlare, il problema è che devono farlo mantenendosi nei canoni della democrazia e della civiltà.

Il linguaggio truculento, volgare, provocatorio e insultante del leader della Lega, lo pone sulla border line della legittimità.

Se è vero che qualcuno aggredisce violentemente con le azioni, qualcun altro verbalmente si comporta in maniera ugualmente grave. Le parole sono pietre.

E Galantino non dimentichi le innumerevoli prese di posizione di Salvini sull’immigrazione. Se solo le ricordasse, una a una, c’è da farsi accapponare la pelle.

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