Morto Lemmy Kilmister, re dell’hard rock

Una lotta breve ma serrata, contro un male troppo aggressivo da vincere: Ian “Lemmy” Kilmister, fondatore e leader dei Motorhead, gruppo protagonista della scena heavy metal britannica dagli anni 70,  si è spento a Los Angeles all’età di 70 anni.

È stata la sua stessa band a dare l’annuncio su Facebook: “Aveva saputo della malattia il 26 dicembre. Era a casa, seduto davanti al suo videogame preferito, con la sua famiglia. Non ci sono parole per esprimere il nostro shock e la nostra tristezza”. Nel post Lemmy viene definito “il nostro nobile e poderoso amico” mentre si invitano i fan a ricordarlo suonando la sua musica a tutto volume.

Contando anche le band precedenti, Lemmy ha inciso almeno 36 album in oltre 50 anni di carriera. Faccia (e camminata) da pistolero, baffi scolpiti, basette totali, sigaretta perenne, grande fama di latin lover: agli amici raccontava di aver avuto oltre un migliaio di donne, conquistate grazie alla sua naturale simpatia.

Più di tutto, però, contava lo stile creativo che lo aveva reso un personaggio cult della storia del rock e un innovatore, fin dagli esordi con il gruppo psichedelico degli Hawkind, poi per quattro decadi con i Motorheads. Tra i suoi album più famosi, Ace of Spades e Killed by Death.

Poco dopo l’annuncio della sua morte, il batterista Mikkey Dee, ha annunciato lo scioglimento della band durante un’intervista rilasciata al sito del tabloid svedese Expressen. “I Motorhead sono finiti, naturalmente. Non faremo più tour o altro e non ci saranno più dischi ma il marchio sopravvive e Lemmy continua a vivere nei cuori di tutti”.

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