Nobel per la medicina è andato a un trio americano

L’annuncio è stato dato come da tradizione al Karolinska Institutet di Stoccolma e il premio ammonta a 9 milioni di corone svedesi, al cambio odierno oltre 940 mila euro.

Il Nobel per la medicina 2017 è andato a tre ricercatori americani:  Jeffrey Hall dell’Università del Maine, Michael Rosbash dell’Università Brandeis di Waltham (Massachusetts) e Michael Young della Rockefeller University di New York condividono il premio per aver scoperto il meccanismo molecolare che controlla il ritmo circadiano, ossia il comportamento dell’orologio biologico, implicato nel disturbi del sonno e altre condizioni patologiche.

Sostanzialmente si deve ai tre studiosi la scoperta del sistema con il quale tutti gli esseri viventi, dalle piante agli esseri umani, riescono a regolare i loro ritmi biologici in sintonia con l’ambiente, ad esempio con l’alternarsi di giorno e notte conseguenza della rotazione della Terra.

I tre vincitori del premio Nobel per la medicina avevano iniziato la loro ricerca negli anni Ottanta e i loro studi hanno permesso di uscire dalla teorizzazione e hanno dimostrato l’effettiva esistenza del meccanismo molecolare che controlla il ritmo circadiano, ossia il comportamento dell’orologio biologico.

Utilizzando i moscerini della frutta come organismo modello (uno stratagemma molto utilizzato dai ricercatori), i premi Nobel di quest’anno hanno isolato un gene che controlla il normale ritmo biologico quotidiano.

L’orologio regola funzioni critiche come il comportamento, i livelli ormonali, il sonno, la temperatura corporea e il metabolismo. La nostra salute è influenzata dalle incongruenze temporanee tra l’ambiente esterno e questo biologico interno.

E secondo gli studiosi un disallineamento cronico tra il nostro “timer” interno e lo stile di vita comporta un aumento di rischio per diverse malattie.

I vincitori sono stati scelti fra i 361 scienziati candidati quest’anno. Dal 1901 al 2016 sono stati 107 i premi Nobel in Medicina consegnati a un totale di 211 scienziati, dato che il riconoscimento viene dato spesso a più di una persona.

Next Post

Dislessia, al via la settimana Nazionale per imparare a riconoscerla

La dislessia è un disturbo dell’apprendimento che riconosce una base neurobiologica: si pensa che potrebbero essere almeno dieci i geni potenzialmente coinvolti nella sua genesi. La dislessia, dunque, è una difficoltà seria che non può risolversi con il solo esercizio di lettura poiché occorre un intervento personalizzato, e soprattutto va […]