Obesità curava con aloe vera: condannato
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Eccessivo accumulo di grasso corporeo, questa è la principale definizione legata al problema dell’obesità, un problema che affligge milioni di persone in tutto il mondo e che ha effetti negativi non solo sulla salute ma anche sulla vita quotidiana, tanti sono gli aspetti della vita, infatti, che risultano spesso essere più difficili e più “laboriosi”, quando l’obesità diventa un problema quasi insormontabile.

L’Organizzazione mondiale della sanità definisce l’obesità attraverso l’indice di massa corporea (IMC), un dato biometrico che mette a confronto peso e altezza: sono considerati obesi i soggetti con IMC maggiore di 30 kg/m2, mentre gli individui con IMC compreso fra 25 e 30 kg/m2 sono ritenuti in sovrappeso.

L’obesità rappresenta la principale causa di morte prevenibile in tutto il mondo, con l’aumento della prevalenza in adulti e bambini, ed è considerata uno dei più gravi problemi di salute pubblica del XXI secolo.

Attualmente, sono oltre 2 miliardi le persone nel mondo che soffrono di problemi di salute perché obese o in sovrappeso. Adulti e bambini. Ed è in aumento la percentuale di coloro che muoiono a causa di malattie correlate: 4 milioni di persone ogni anno.

La prevalenza di obesi è raddoppiata dal 1980 in oltre 70 Paesi e ha continuato ad aumentare nella maggior parte delle altre nazioni. Inoltre, anche se la prevalenza dell’obesità nei bambini è inferiore a quella degli adulti, il tasso di crescita dell’obesità infantile in molti Paesi è maggiore di quello degli adulti.

In Italia, secondo i dati diffusi in occasione dell’ultima Giornata europea contro l’obesità (20 maggio), ci sono 6 milioni di obesi, con un impatto sul Servizio sanitario nazionale stimato per 4 miliardi e mezzo di euro. Ogni anno si registrano 57 mila morti per cause legate all’eccesso di peso.

Obesità, condanna per medico che la curava con aloe

Obesita condanna per medico che la curava con aloe

Essendo una patologia, al pari di tutte le altre se non più grave, serve sempre rivolgersi ad un medico, che prescriverà la giusta terapia per riuscire a ritornare al proprio peso forma, senza compromettere nessun organo.

In genere, il paziente obeso necessita di un team medico costituito da nutrizionisti, dietologi e specialisti dell’obesità, che lo indirizzino verso una dieta ipocalorica e bilanciata. Una perdita pari al 5-10% del proprio peso deve considerarsi già una grande conquista per il paziente obeso: una diminuzione ponderale simile permetterà al malato di migliorare il proprio quadro di salute generale.

Per aiutare il paziente obeso, i farmaci rivestono un ruolo sì importante, ma secondario ed irrisorio in assenza di un regime alimentare e di uno stile di vita adeguati.

Questo è fondamentale da far comprendere a chiunque soffra di questa patologia, ed è anche per questo che un medico è stato condannato, affinché la sua condanna possa servire anche a far aprire gli occhi sui rimedi “miracolosi” che in realtà non esistono.

Nello specifico, il Tribunale di Torino ha condannato ad 1 anno e 2 mesi di carcere il naturopata, reo di aver curato l’obesità dei propri pazienti prescrivendo loro l’aloe. Il trattamento aveva dei costi esorbitanti, pari anche a 30 mila euro l’anno.

Il tutto è partito dalla denuncia di una donna, 59 anni per 122 Kg, che si era rivolta a un dottore in naturopatia che le aveva prescritto bottiglie di “Aloe arborescens Brasiliana” a 130 euro al litro.

Dopo essersi resa conto della truffa, è stata riconosciuta parte lesa nel processo terminato con la condanna del ‘dottore’.

I fatti risalgono al 2012. La cura prevedeva di consumare una bottiglia di ‘Aloe’ ogni tre giorni per nove mesi. Il prodotto, però, a differenza di quanto diceva il ‘dottore’ conteneva aloe solo al 10%, abbinata a una percentuale di fruttosio del 3,3%.

I legali della signora 53enne hanno annunciato anche l’attivazione della causa civile per il risarcimento danni.

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