Oristano, negato a un detenuto il suo cane per la pet therapy

Chi ha un amico a quattro zampe sa benissimo come il loro amore vale più di qualsiasi medicina: la vicinanza del proprio animale domestico aiuta immediatamente a star meglio ed ad affrontare le difficoltà che si si trova sul proprio cammino.

E non sono solo sensazioni soggettive, dato che sono anni che viene praticata, a livello medico, la pet therapy, terapie basate proprio sull’interagire con gli animali.

Ed è così che uno psicologo aveva prescritto, per curare delle crisi depressive, la pet therapy a un detenuto di Oristano, che però si è visto negare il permesso di avere con sé il proprio cane, dal direttore del penitenziario.

«Non può prendersi un provvedimento che poi, a condizioni analoghe, non venga applicato anche agli altri detenuti», ha risposto il direttore Pierluigi Farci.

La pet therapy, ricorda la presidente dell’associazione Socialismo Diritti e Riforme (Sdr), “offre opportunità di recupero formidabili soprattutto per i disturbi dell’umore nei casi anche gravi di autismo. Nel rivolgere un appello al responsabile del dipartimento e al ministro della Giustizia, auspichiamo che anche in Sardegna un detenuto possa incontrare almeno un cane, specialmente quando le sue condizioni psichiche sono particolarmente difficili”.

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