Pannella interrompe lo sciopero della sete
Pannella interrompe lo sciopero della sete

Marco Pannella per l’ennesima volta interrompe lo sciopero della sete, ma si lascia di riserva lo sciopero della fame.

Dopo il colloquio cordiale col Presidente della Repubblica, Giacinto Pannella, detto Marco, ha deciso di smettere almeno una delle due forme di lotta.

Non si dice di protesta, perché il termine è aborrito dai Radicali stessi.

Giacinto sta facendo, e insieme con lui uno sparuto gruppuscolo di altri Radicali, un giusto sciopero della fame, e anche della sete, per lottare contro l’insostenibile condizione carceraria dei detenuti italiani. O almeno di moltissimi di essi.

Probabilmente negli ultimi tempi qualcosa è cambiato in termini di vivibilità delle carceri, soprattutto in termini di spazi a disposizione, ma è troppo poco.

E non si tratta solo di spazi, ma anche di diritti che sono quotidianamente negati. Come quello a un’alimentazione corretta e sufficiente, ad esempio.

La negazione di questi diritti, e la condizione di quasi insostenibilità delle carceri, porta a un numero altissimo di suicidi ogni anno.

La protesta, dunque, – o meglio la battaglia, la lotta – sono giustissime nei contenuti. Nella forma no.

Gli scioperi della fame e della sete dei Radicali sembrano non interessare più nessuno, e non è solo un fatto d’informazione.

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