Paolo Virzì emoziona Venezia con un amore senza età

Lunghi applausi ed anche qualche occhio lucido hanno accolto “Ella & John – The Leasure Seeker”, primo film italiano in concorso alla Mostra del cinema: un on the road sentimentale con Helen Mirren e Donald Sutherland, diretto dal “nostro” Paolo Virzì.

Il primo dei quattro film italiani in corsa in questa 74/a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica mette in campo la vecchiaia, la malattia, ma anche tutta la giovinezza che ci può essere in un lungo rapporto matrimoniale pieno di amore, vecchie gelosie e rancori come quello che c’è tra John (Sutherland) e la moglie Ella (Mirren). Per loro è voglia di fuga, di fare un ultimo viaggio.

The Leisure Seeker è il soprannome del vecchio camper con cui Ella e John andavano in vacanza coi figli negli anni settanta. Per sfuggire a un destino di cure mediche che li separerebbe per sempre, la coppia sorprende i figli ormai adulti e invadenti salendo a bordo di quel veicolo anacronistico per scaraventarsi avventurosamente giù per la Old Route 1, destinazione Key West.

Per il suo primo film interamente in inglese, Paolo Virzì ha scelto le penne collaborative di sempre, Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, insieme a quello Stephen Amidon già autore de Il capitale umano, per adattare il romanzo di Michael Zadoorian In viaggio contromano.

Così il regista toscano ha invece spiegato la scelta del suo cast: “Ho voluto Donald per la passione sempre avuta per Animal House, dove interpretava un professore alternativo, qui è come rincontrarlo 30 anni dopo. Con lui ho scelto Helen Mirren per la devozione che provo per un’interprete così intelligente e acuta. E poi con lei ero sicuro che se il film mi fosse venuto male sarebbe valsa la pena vederlo anche solo per la sua presenza”.

Quanto al tema affrontato, ha dichiarato: “Questo film è un inno alla ribellione contro i destini che altri, figli, medici, convenzioni sociali, stabiliscono per noi. Io credo nella libertà di scegliere la propria vita, in questo caso insieme, fino all’ultimo istante”.

Si è infine difeso, Virzì, dalle critiche di chi si sarebbe aspettato da lui un film più cattivo e militante: «Un tempo forse la parola romantico mi faceva paura, mi preoccupava. Adesso mi fa piacere pensare di aver fatto un film così. Attenzione però: se racconti l’amore devi essere in grado di spiegare anche i litigi, i bisticci, la parte in cui ci si fa male».

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