Paura per due casi di peste nel parco nazionale di Yosemite, in California

Ore cruciali in un famoso parco degli Stati Uniti, dove si teme che già due casi accertati di peste possano in poco tempo scatenare una vera e propria pandemia, che va scongiurata al più presto.

Nel parco nazionale di Yosemite, in California, una delle mete più popolari del mondo con quasi quattro milioni di visitatori ogni anno, un secondo turista ha contratto la malattia dopo che una settimana fa era stata diffusa la notizia che un bambino che aveva visitato Yosemite aveva contratto la malattia.

I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani stanno sottoponendo a test il turista della Georgia che aveva campeggiato nel parco, nella Sierra National Forest e nei dintorni di quest’area ai primi di agosto, e nel frattempo già due campeggi sono stati chiusi.

L’alto livello di attenzione relativo alla presenza di focolai di peste nell’Ovest statunitense ha permesso, anche in questo caso, ai presidi ospedalieri della Georgia una rapida diagnosi e l’altrettanta tempestiva somministrazione della terapia farmacologica adatta, scongiurando serie conseguenze per i due contagiati.

Le autorità ritengono che la malattia, oggi curabile con dei semplici antibiotici, possa essere stata diffusa da scoiattoli e pulci. I sintomi della peste comprendono febbre alta, brividi, nausea, debolezza e gonfiore dei linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine. Se non trattata, la malattia può essere fatale.

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