PMI manifattura, l’Italia torna sui livelli del 2011
PMI manifattura Italia torna sui livelli del 2011

L’indice dei direttori degli acquisti, il Purchasing Managers’ Index, o PMI, è cresciuto a dicembre 2015 da 54,9 a 55,6 punti: il settore manifatturiero italiano torna così a livelli che non si raggiungevano addirittura dall’ormai lontano marzo 2011.

A renderlo noto è stata la Markit/ADACI, l’Associazione Italiana Acquisti e Supply Management. “Dai dati raccolti si evince come la richiesta da parte dei clienti sia aumentata, con alcune aziende che hanno menzionato l’aggiudicarsi di grossi contratti”, ha spiegato la Markit/ADACI in un report pubblicato all’inizio di gennaio 2016.

E ancora: “Allo stesso modo, i dati hanno mostrato un’ulteriore crescita dei nuovi ordini esteri, con l’ultimo aumento risultato forte ma leggermente più debole rispetto a novembre”.

Dati che gli analisti accolgono naturalmente con favore: “Il fatto che l’espansione della produzione sia stata la migliore da oltre quattro anni a questa parte ci fa capire come siamo di fronte a una netta ripresa delle aziende manifatturiere dei beni di consumo, intermedi e di investimento”, ha dichiarato il CEO del gruppo d’informazione online internazionale Netlead Media, Giovanni Angioni.

Le difficoltà del Paese sono state evidenti in tutta la prima parte del 2015, quando soprattutto i nostri siti di opzioni binarie hanno dimostrato di soffrire una congiuntura negativa ed un sentiment decisamente sfavorevole. Ora che anche noi cominciamo ad analizzare i numeri di dicembre, però, cominciamo a notare i segni di un andamento positivo che fa ben sperare,” ha continuato Angioni.

Sulla stessa falsariga anche il commento di Phil Smith, autore del report di Markit: “Il valore massimo da quasi cinque anni completa il drastico cambiamento della situazione rispetto all’anno scorso quando l’indice rimaneva fermo al di sotto della soglia di 50 a causa della contrazione dell’economia.”

“Con l’avvicinarsi del nuovo anno, il settore manifatturiero mostra segnali di un forte vigore, con una crescita più veloce dei nuovi ordini e con l’aumento dei livelli occupazionali per far fronte alle maggiori esigenze di produzione”.

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