Processo per l’uomo che seviziava e fotografava gattini indifesi

Non si può certo pretendere che tutti provino un amore sconfinato per gli animali, che tutti sentano la stessa tenerezza e dolcezza dinanzi a dei teneri animaletti, ma non è assolutamente giustificabile né concepibile come si possa arrivare a seviziare degli esseri indifesi, per il puro gusto di farlo.

Lo scorso anno uscì allo scoperto una storia a dir poco terribile: un uomo fingeva, tramite internet, di essere un amante dei gattini, e se li faceva affidare. Una volta venuto in possesso dei micetti, però, li torturava, seviziava, uccideva e fotografa. Non contento inviata le foto, tramite whatsapp, a coloro che gli avevano affidato gli animali stessi.

Per ora c’è la certezza di cinque animali di cui è stata documentata l’uccisione.

L’uomo,  un 40enne di Trescore Balneario, per fortuna è stato denunciato e sarà processato per il reato commesso.  Il giudice ha deciso di mandarlo a processo per uccisione e maltrattamento animali.

«Se l’imputato sarà riconosciuto colpevole – dice Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa – auspico una condanna al massimo della pena con tutte le aggravanti del caso. Chiunque abbia compiuto gesti così efferati rappresenta un pericolo per gli animali e per le persone e va assolutamente messo nella condizione di non nuocere più».

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