Psoriasi, ancora problemi a trovare una terapia efficace
Psoriasi, ancora problemi a trovare una terapia efficace

Ci sono ancora molti problemi a trovare una terapia efficace contro la psoriasi.

Niente da fare. La psoriasi resta sempre là, difficilmente guaribile. Quasi 9 pazienti su 10 si sono dichiarati insoddisfatti delle cure affrontate per combattere questa malattia.

I dati riportano che circa tre milioni di Italiani durante l’anno ricercano una terapia che possa liberarli da questa fastidiosa malattia, purtroppo, nella maggior parte dei casi c’è poco da fare.

Ed è anche molto probabile che nei casi in cui questa malattia regredisce, anche notevolmente, non siano state le cure e le terapie ad agire positivamente, bensì alcune mutate condizioni psicologiche e fisiologiche del paziente che prescindono dalle medicine.

Quasi il 90% dei pazienti abbandona le cure, e l’80% dei malati viene colpito anche da depressione.

Uno studio approfondito sulla psoriasi è stato recentemente effettuato dall’ADiPso, l’Associazione per la Difesa degli Psoriasici.

I dati presi a base dalla ricerca riguardano più di cinquemila pazienti e duemilacinquecento medici.

Tutti i dati sono stati raccolti l’anno scorso, e i risultati sono stati presentati in un convegno che si è svolto sabato scorso a Roma, in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, il World Psoriasis Day.

Si è trattato di un evento aperto che è stato ripreso anche in 93 cliniche di riferimento regionali.

Qui è stato possibile avere moltissime informazioni sulla malattia e anche svolgere visite e consulti gratuiti. Dice il Presidente dell’Associazione, Mara Maccarone, piuttosto preoccupata: Dobbiamo fare qualcosa per questa delusione dei pazienti. Oggi ci sarebbero tutti i mezzi per curarsi, ma molti non ci riescono.

Questo è un enorme danno, Prosegue Maccarone, per il paziente e per la società. Le schede che abbiamo raccolto fotografano perfettamente la situazione generale.

Basti pensare che nei centri di riferimento, in pochi anni, siamo scesi da 12mila a 6mila pazienti. Un segno tangibile che qualcosa non va e non per colpa dei malati.

Dal canto suo, la professoressa Ornella De Pità, dermatologa dell’Ospedale Cristo Re di Roma, spiega: “Un dato che fa molto riflettere. Delle persone visitate o intervistate all’Open Day, solo 102 erano state trattate da un centro di riferimento. Il professor Nicola Balato, del Policlinico Federico II di Napoli, aggiunge: Il problema è di comunicazione”.

“Dobbiamo impostare un discorso di istruzione del paziente per fare in modo che segua il più possibile le terapie che proponiamo, anche spiegandogli che magari la prima può non funzionare ma che in quel caso ci sono delle altre armi che si possono usare”.

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