Regioni vogliono l’obbligo della vaccinazione per gli scolari

L’allarme negli ultimi anni è stato lanciato più volte, eppure, a causa di una diffusa mal informazione, non si è riusciti a correre ai ripari, ed anzi la questione si è ulteriormente aggravata.

In Italia sempre meno bambini vengono vaccinati, e questo sta diventando un problema di sicurezza pubblica: si rischia in pratica di far riscoppiare epidemie quasi del tutto debellate, e che invece stanno tornando proprio a causa del calo drastico dei vaccinati.

Ecco allora un’idea che mette d’accordo tutte le regioni d’Italia: consentire l’accesso a scuola solamente a quei bambini che risultano in regola con tutte le vaccinazioni.

«Non vietiamo l’accesso alla scuola pubblica ma ci poniamo il tema che la frequenza della scuola sia coerente alle vaccinazioni obbligatorie», ha osservato il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Sergio Venturi.

Il nuovo Piano vaccinale (quello precedente copriva il triennio 2012-2014) sarà sottoposto il 20 ottobre all’attenzione dei governatori nel corso della Conferenza delle Regioni e successivamente, all’esame della Conferenza Stato-Regioni. «Il nuovo piano nazionale dei vaccini è non più rinviabile anche a fronte della recrudescenza di diverse malattie infettive», ha aggiunto l’assessore Venturi, che guida la sanità in Emilia Romagna.

La presentazione del libretto vaccinale prima dell’accesso a scuola è una misura già prevista dal piano attuale redatto dal ministero della Salute. In questo modo verrebbe ripristinata una regola che venne cancellata 18 anni fa da una circolare in cui si stabiliva che il diritto alla scuola non poteva essere eliminato per i vaccini.

Bisogna comunque precisare che il Piano nazionale costerà 200 milioni di euro in più rispetto al passato. Una spesa non certo leggera per le casse dello Stato, dovuta anche all’introduzione di nuove vaccinazioni.

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