Renato Zero tra vita privata e nuovi successi professionali

Questo è senza dubbio un periodo felice della sua vita: con oltre 35 anni di carriera, la sua musica è sempre amatissima, i suoi fans sono milioni e ogni sua nuova fatica discografica è sempre un gran successo.

E infatti, proprio in queste ore, il leggendario Renato Zero ha raggiunto altro grande traguardo: il suo nuovo disco «Alt» è in vetta alla Superclassifica, ed è il suo 15° album a raggiungere il primo posto nella sua lunga carriera. La prima volta fu nel 1979.

Il nuovo album di Renato Zeroè uscito venerdì scorso, 8 aprile 2016, a distanza di due anni dall’ultimo progetto discografico AMO. ALT èun album che nasce dalla produzione di Renato Zero e Danilo Madonia, con i brani scritti in collaborazione insieme ad autori e compositori come Vincenzo Incenzo, Danilo Madonia, Maurizio Fabrizio, Phil Palmer, Valentina Parisse, Luca Chiaravalli, Mario Fanizzi e Valentina Siga.

Del suo nuovo album ma anche della sua vita privata Renato ha parlato in una intervista realizzata da Pier Luigi Diaco per il settimanale ‘Oggi’, svelando un segreto mai raccontato finora: “Subito dopo essere venuto al mondo rischiai di morire a causa di una incompatibilità materno fetale del fattore Rh. Per questo, ho avuto bisogno di una trasfusione totale. In pratica sono un miracolato, uno al quale la vita è stata regalata e che poi è stato sempre grato di questo regalo”.

Zero ha raccontato anche dei primi anni dell’adolescenza, in cui ha conosciuto sia il contesto borghese che la realtà difficile della periferia. Questo si è rivelato importantissimo per Renato Zero, per la sua carriera e non solo: “L’impatto con la periferia è stato importantissimo. Ricordo di aver imparato da subito il significato delle parole insofferenza, disagio e rabbia. I primi undici anni della mia vita, però, furono diversi: andavo a scuola dalle suore a pochi passi da Piazza del Popolo e lì il contesto era decisamente diverso. C’erano i ‘figli di’ e i ragazzi della cosiddetta ‘Roma bene’. Il passaggio alla Montagnola e l’infanzia a Via Ripetta sono stati utilissimi per capire l’alto e il basso della società, le sue contraddizioni, i suoi equivoci e le sue differenze”.

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